famiglia

Lontano dagli occhi ma vicini nel cuore…

Mentre il treno si allontana dalla stazione ed i miei genitori mi salutano dal finestrino, ammetto che tentare di non piangere è davvero difficile, ma con me c è Diego Armando e se inizio, lui mi viene dietro e proprio non mi va. Allora accenno un sorriso , saluto con la mano fino a che mamma e papà sono così piccoli e lontani da non vederli più. I quattro giorni di vacanza sono finiti , sono sempre troppo pochi , sono sempre troppo intensi . Quando “scendo giù” non ho mai il tempo di fare tutto quello che vorrei, un giro tra parenti, una serata con le amiche ,un pomeriggio con mia sorella , una mattinata con i miei nipoti ed il tempo a disposizione è già finito

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Quando ormai quasi 17 anni fa, decisi di lasciare la mia Napoli per andare a lavorare lontano, ero solo una 19enne a cui la vita sembrava tutta una conquista…l’avrei divorata con un morso. Avevo voglia di essere indipendente, di dimostrare che da sola potevo farcela, seppur la mia fosse una grande città un po’ mi stava stretta.Una volta partita, non fu proprio facilissimo, ricordo ancora con tristezza, le sere in cui mi addormentavo nella casa che dividevo con altre studentesse , con la sola speranza che arrivasse presto il venerdì per tornare dalla mia famiglia. Chi ha sempre vissuto nella propria città e li ci ha piantato le radici , non potrà mai comprendere cosa vuol dire allontanarsi . Cosa vuol dire ricominciare in una città che non è la tua e ricostruire con fatica un pezzo della tua normalità.

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Soprattutto ora che ho un bambino la distanza diventa ancora più dura, Diego Armando chiede spesso dei nonni e dei suoi cuginetti, lo percepisco che gli mancano molto. Lui ha bisogno di costruirsi dei ricordi , ha bisogno di famiglia, quella numerosa e affettuosa famiglia che ho avuto io quando ero bambina.La distanza tutto questo te lo toglie, i compleanni in loro compagnia,i lunghi pranzi della domenica o semplicemente la serenità di sapere che loro sono li e puoi vederli quando vuoi.

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Si va bene oggi possiamo usare la tecnologia , vedersi su Skype , seguire le nostre vicende sui social , ma la tecnologia ti toglie gli abbracci, ti toglie i profumi , ti annienta la fisicità, quella a cui io sono stata abituata. La vita del fuorisede la capisci solo se la vivi, per carità non mi fraintendete, io sono felice della scelta che ho fatto, perché seppur sia stato un sacrificio grande, oggi sono orgogliosa di quello che con fatica ho costruito da sola , ma la verità è che nonostante tutto la famiglia ti manca.Ti mancano i luoghi dove sei nato, le amiche di sempre quelle che a cui puoi raccontare ogni cosa , i numerosi cugini , insomma tutti gli affetti che ti riportano a ciò che conta veramente.

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Poi penso a mio figlio e al fatto che un domani anche lui forse sarà costretto ad andare lontano, perché oggi le distanze si accorciano ed il mondo diventa una città da percorrere in lungo e in largo. Io non ostacolerò mai le sue scelte , ma cercherò di creare in lui un senso forte di appartenenza alla famiglia , in modo che anche se lontano potrà portarsela sempre con lui .Ormai il treno é davvero lontano Diego Armando si è addormento sulle mie gambe e posso finalmente lasciar scorrere quella lacrima che non posso più frenare.

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Forse ritornerò “giù” per Natale , ma nel frattempo la nostre vite andranno avanti nella voglia e nell’ attesa di rivedersi. Mi allontano dalla mia Napoli con la valigia piena di cose da mangiare, preparate con cura da mia madre, chissà perché pensa sempre che io non mangi abbastanza e così torno a Firenze con il doppio del carico in valigia. Per lei riempirmi di cibo da portare via é un gesto di grande amore, quell amore che mi manca quando la penso ,quando penso a mio padre e a mio sorella lontani da me, perché potrò essere grande, autonoma e indipendente, ma dagli affetti familiari e dalla propria città di nascita non ci si potrà mai allontanare abbastanza.

3 risposte a "Lontano dagli occhi ma vicini nel cuore…"

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